Superga
« Un crepuscolo durato tutto il giorno, una malinconia da morire. Il cielo si sfaldava in nebbia, e la nebbia cancellava Superga »
(Cinegiornale)
La squadra del Grande Torino.

Il triste compito di identificare le salme fu chiesto all'ex Commissario Tecnico della Nazionale
Vittorio Pozzo, che aveva trapiantato quasi tutto il Torino in Nazionale. Lo spezzino
Sauro Tomà, infortunato al menisco, non prese parte alla trasferta portoghese.
Non presero quel volo neanche il portiere di riserva
Renato Gandolfi (gli fu preferito il terzo portiere
Dino Ballarin,
fratello del terzino Aldo, che intercesse per lui), il radiocronista
Nicolò Carosio (bloccato dalla cresima del figlio) e l'ex C.T. della
Nazionale nonché giornalista Vittorio Pozzo (il Torino preferì
assegnare il posto a Cavallero).
L'impatto che la tragedia ebbe in
Italia
fu fortissimo. Il Torino fu proclamato vincitore del campionato e gli
avversari di turno, così come lo stesso Torino, schierarono le
formazioni giovanili nelle restanti quattro partite, eccetto il Genoa
che schierò i titolari e, nonostante tutto, perse 4-0. Il giorno dei
funerali quasi un milione di persone scese in piazza a Torino per dare
l'ultimo saluto ai campioni. Lo shock fu tale che l'anno seguente la
nazionale si recò ai
Mondiali in
Brasile viaggiando in
nave.
Il volo e l'incidente
Il trimotore
Fiat G.212,
con marche I-ELCE, delle Avio Linee Italiane, decolla dall’aeroporto di
Lisbona alle 9:40 di mercoledì 4 maggio 1949. Comandante del velivolo è
il tenente colonnello Meroni. Il volo atterra alle 13:00 all’aeroporto
di Barcellona. Durante lo scalo, mentre l’aereo viene rifornito di
carburante, la squadra del Torino incontra durante il pranzo quella del
Milan che è diretta a Madrid.

Alle 14:50 l’I-ELCE decolla con destinazione l’
aeroporto di Torino-Aeritalia.
La rotta seguita fa sorvolare al trimotore Cap de Creus, Tolone, Nizza,
Albenga, Savona. All’altezza di Savona l’aereo vira verso nord, in
direzione del capoluogo subalpino, dove si prevede di arrivare in una
trentina di minuti. Il tempo su Torino è pessimo. Alle 16:55
l’aeroporto di Aeritalia comunica ai piloti la situazione meteo: nubi
quasi a contatto col suolo, rovesci di pioggia, forte libeccio con
raffiche, visibilità orizzontale scarsissima (40 metri). La torre
chiede anche un riporto di posizione. Dopo qualche minuto di silenzio
alle 16:59 arriva la risposta: "
Quota 2.000 metri. QDM su Pino, poi tagliamo su Superga". A
Pino Torinese,
che si trova tra Chieri e Baldissero, a sud est di Torino, c’è una
stazione radio VDF (VHF direction finder), per fornire un QDM (Rotta
magnetica da assumere per dirigersi in avvicinamento ad una
radioassistenza) su richiesta.

Giunti sulla perpendicolare di Pino,
mettendo 290 gradi di prua ci si trova allineati con la pista
dell’Aeritalia, a circa 9 chilometri di distanza, a 305 metri di
altitudine. Poco più a nord di Pino Torinese c’è il colle di Superga
con l'omonima
Basilica,
in posizione dominante a 669 metri di altitudine. A causa del forte
vento al traverso sinistro, l’aereo nel corso della virata potrebbe
avere subìto una deriva verso destra, spostandolo dall’asse di discesa
e allineandolo, invece che con la pista, con la collina di Superga; ma
è solo una delle tante ipotesi. La triste realtà è che alle ore 17:03
l’aereo con il Grande Torino a bordo, eseguita la virata verso destra e
messo in volo orizzontale e allineato per prepararsi all'atterraggio,
si va invece a schiantare contro il terrapieno posteriore della
Basilica di Superga. Il pilota, che credeva di avere la collina di
Superga alla sua destra, se la vede invece sbucare davanti
all'improvviso (velocità 180 km/h, visibilità 40 metri) e non ha il
tempo per fare nulla: non si desumono infatti, dalla posizione dei
rottami, tentativi di riattaccata o virata. L’unica parte del velivolo
rimasta parzialmente intatta è l’impennaggio. Alla Basilica invece
nessun danno.
Alle 17:05 Aeritalia Torre chiama I-ELCE, ma non riceve
alcuna risposta. Delle 31 persone a bordo non si salvò nessuno.
La lapide del Grande Torino
La Basilica di Superga